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  1. "Canne al vento" di Grazia Deledda

    Il romanzo narra le vicende della famiglia Pintor: padre, madre e le sue quattro figlie (Ruth, Ester, Noemi e Lia) che abitano in un villaggio sardo, sulla costa tirrenica della Sardegna. Si tratta di una famiglia di origine nobile che vive la propria vita senza particolari scossoni. Le donne si dedicano ai lavori domestici e sono costrette a sottostare alla volontà di un padre prepotente che si preoccupa solo di mantenere il prestigio e la reputazione della sua famiglia agli occhi della comunità isolana.

    Solo Lia si ribella a questa condizione di mestizia malinconica nella quale sfuma perfino l’orgoglio, trasgredendo le regole imposte dal padre Don Zame, che è descritto come un uomo cupo e violento, paragonato al diavolo. Lia decide quindi di fuggire dalla Sardegna e approda a Civitavecchia. Don Zame impazzisce per il disonore e tenta invano di inseguire Lia.

    "La storia" di Elsa Morante

    (La storia racconta di Ida, maestra elementare, che vive a Roma nel corso della Seconda Guerra Mondiale). Nata a Cosenza e figlia unica di due maestri elementari, ha origini ebree per parte di madre, che però tiene sempre nascoste per paura di essere scoperta dai fascisti.

    Si trasferisce a Roma per seguire Alfio Mancuso, commesso viaggiatore di origini siciliane, che diventerà suo marito. I due avranno un figlio, Nino, dal carattere ribelle. L’uomo muore reduce della guerra in Abissinia ed Ida resta a Roma da sola con suo figlio in un periodo veramente difficile. Una notte mentre la donna sta rientrando a casa, viene stuprata da un soldato tedesco molto giovane di nome Gunther, che morirà di li a poco a bordo di un aereo. Ida resta incinta e partorisce un bambino detto Useppe. Nino si affeziona tantissimo al piccolo e tra i due si istaura un ottimo rapporto.

    Purtroppo però la casa di Ida viene bombardata e, mentre Nino parte con un battaglione di camicie nere verso il nord, Ida e Useppe sono costretti a trovare rifugio in una zona per gli sfollati, condividendo il tetto con una famiglia napoletana)

  2. "Il cavaliere inesistente" Italo Calvino La trama del romanzo narra le vicende di un cavaliere inesistente che si chiama Agilulfo (ricordato solo per la lucida armatura vuota) e del giovane Rambaldo di Rossignore, arruolatosi per vendicare la morte di suo padre, il marchese Gherardo di Rossignore ucciso dall’argalif Isoarre. Il giovane Rambaldo riesce nell’intento di sconfiggere l’assassino di suo padre ma viene in seguito condotto in una trappola da due infedeli. Per sua fortuna, arriva in suo soccorso un soldato che riesce a sconfiggere i due infedeli. A quel punto, Rambaldo vuole conoscere il suo salvatore scoprendo così che il cavaliere misterioso è in realtà una donna, che si chiama Bradamante e di cui si innamorerà perdutamente. La donna viene descritta come un’amazzone sempre precisa, vestita di tutto punto e infatuata del cavaliere inesistente, "Il barone rampante" Italo Calvino  In un paesino della Liguria, un adolescente di 12 anni, Cosimo, figlio del barone, è ormai stufo della vita fatta solo di regole e di continue costrizioni. Il ragazzo è insofferente e per tale motivo opta per una vita meno comoda e decide di andare a vivere sugli alberi e di non scendere mai più. Una vita completamente diversa dalla sua ma che si rivela non facile. Cosimo durante la sua lunga permanenza sugli alberi si adatta a questo tipo di vita. Il ragazzo cerca di procurarsi tutte le comodità anche se vive sugli alberi e si procura un caldo giaciglio, un fucile per cacciare, trovando anche il modo per potersi lavare. Incontra una bambina che si chiama Violante di cui si innamora perdutamente ma che non contraccambia il suo sentimento. Sopravvive alla vita sugli alberi e pratica anche la caccia. La sua vita è piena di avventure, alcune anche insidiose e altre monotone: lotta contro i pirati, per passare il tempo legge molti libri e diventa un filosofo conosciuto in tutta Europa; si imbatte in pericoloso brigante Gian de Brughi, che Cosimo avvicina alla lettura, fino alla condanna a morte del fuorilegge che vede successivamente morire sulla forca. Incontra un gruppo di persone spagnole che come lui dimorano alberi, riesce a fondare una squadra di Vigili del Fuoco ed infine incontra un cane che gli tiene compagnia per molti anni, chiamato con lo strano nome di Ottimo Massimo. Anche l’amore tra lui e Violante esplode finalmente ma purtroppo, come le più belle favole d’amore, a volte non c’è scritto il tanto agognato lieto fine.

  3. "Il visconte dimezzato" Italo Calvino
  4. Italo Calvino, Il sentiero dei nidi di ragno (1947) Racconta le complesse vicende di un bambino di circa dieci anni che si chiama Pin, purtroppo orfano di madre e con il padre marinaio irreperibile. Le vicende sono ambientate in un piccolo paese ligure della Riviera di Ponente, Sanremo, tra valli, boschi e luoghi impervi dove la lotta partigiana irrompe a più non posso. Il bambino Pin vive in una situazione di abbandono totale. E’ sempre alla costante ricerca di amicizie tra gli adulti del vicolo, frequenta l’osteria del suo paese e viene spesso deriso a causa delle relazioni sessuali che la sorella prostituta intrattiene con i militari tedeschi.
  5. "Se questo è un uomo" Primo Levi Racconta la tragedia dei lager nazisti vista da vicino dallo stesso autore che ne fu deportato nel 1944 per l’unica colpa di essere di religione ebraica.
  6. Ignazio Silone, Fontamara (1933)
  7. "Il nome della rosa", Umberto Eco
  8. Carlo Levi, Cristo si è fermato a Eboli (1945)
    Il romanzo si apre con Levi che, per il suo antifascismo, viene prima fatto prigioniero e poi confinato ad Aliano, un paesino dell’entroterra lucano. Qui viene a contatto con le condizioni di profonda miseria e di vita vissuta al limite degli stenti dai contadini. Rimane folgorato dalla scoperta di una remota umanità e negata alla storia, che lo obbliga a spingersi verso la conoscenza di se stesso, del proprio porsi in rapporto agli altri.
  9. "Il giorno della civetta" Leonardo Sciascia

    Protagonista del romanzo è il capitano Bellodi, un ex partigiano settentrionale che conduce un’inchiesta in Sicilia per trovare i mandanti di un delitto di mafia, in cui venne coinvolto Salvatore Colasberna, il presidente di una cooperativa. Viene successivamente assassinato anche il testimone dell’accaduto.

    Bellodi riesce a risalire al capomafia della zona, Mariano Arena e lo incrimina. Ma agli imputati vengono forniti alibi falsi e vengono tutti scarcerati, poiché appoggiati a politici corrotti.

  10. "Il segreto del bosco vecchio" Dino Buzzati Il vecchio colonnello Sebastiano Procolo ha ricevuto in eredità un bosco di abeti secolari,ma vorrebbe impadronirsi dei possedimenti che sono toccati a suo nipote Benvenuto, un ragazzo orfano.
    Ma ecco che entrano in scena,accanto ai protagonisti umani, esseri magici e fantastici: il vento Matteo, complice del vecchio colonnello, e i geni del bosco, pronti a soccorrere Benvenuto. E, come è giusto che avvenga in una narrazione che ha i toni della fiaba, non manca il lieto fine. 
  11. "Il deserto dei tartari" di Dino Buzzati Giovanni Drogo, protagonista del romanzo, dopo l’accademia militare e con il grado di tenente viene assegnato alla Fortezza Bastiani: una caserma fortificata nel mezzo del deserto dei Tartari. Luogo questo di invenzione narrativa. Durante il viaggio di alcuni giorni verso la fortezza, Drogo incontra il capitano Ortiz, con il quale prosegue il viaggio.

    Drogo viene istruito dal capitano sul fatto che molti cercano di andarsene dalla fortezza e che comunque di solito il servizio dura due anni e serve a molti per fare carriera. Drogo però non sa per quanto tempo dovrà rimanere in servizio alla Bastiani e quando vede la fortezza e la desolazione che la circonda, spera di andarsene al più presto. Viene, però, convinto dal maggiore Matti a fermarsi per almeno quattro mesi. In questo periodo Drogo scopre tutta l’amarezza del vivere in un luogo isolato, sperimenta una quotidianità ripetitiva dove nulla accade di nuovo.

  12. "La famosa invasione degli orsi in Sicilia" di Dino Buzzati  Come spesso accade nelle favole anche in questa bellissima (pubblicata nel 1945) ci immergiamo in un mondo tutto al contrario, dove gli animali sono protagonisti rispetto agli uomini e i ruoli si invertono. Gli animali infatti governano gli uomini e, in questo, sarebbero anche migliori, ma come sempre gli uomini fanno danni e corromperanno anche quei semplici e buoni animali, cioè gli orsi che con loro si erano pacificamente predisposti a convivere.

  13. Luigi Pirandello, Uno, nessuno e centomila (1926)
  14. "Diario" Anna Frank
  15. Giorgio Bassani, Il giardino dei Finzi-Contini (1962)
  16. G. Tomasi di Lampedusa, Il Gattopardo (1958)
  17. “Il gran sole di Hiroshima” di Karl Bruckner
  18. "Il sergente della neve" Mario Rigoni Stern
  19. "Lettera a una professoressa" Don Milani
  20. "Il vecchio e il mare" Ernest Hemingway
  21. "L'amico ritrovato" Fred Uhlman
  22. "Piccole anime", "All'erta, sentinella", "Il paese di Cuccagna", di Matilde Serao (Verista)
  23. "L'altra verità. Diario di una diversa", "La vita facile" di Alda Merini
  24. "Lessico famigliare" di Natalia Ginzburg
  25. "La lunga vita di Marianna Ucria", "Bagheria" di Dacia Maraini
  26. "Canne al vento" di Grazia Deledda
  27. "Va dove ti porta il cuore", "Cuore di Ciccia" di Susanna Tamaro
  28. "Le metamorfosi", "Le parole tra noi leggere" di Lalla Romano
  29. Oriana Fallaci: "Insciallah"(invocazione che in arabo singifica “sia fatta la volontà di Dio”, è un romanzo ambientato ai tempi della guerra civile in Libano, durante l’intervento delle forze internazionali, alle quali partecipò anche l’Italia), "Lettera a un bambino mai nato"(opera particolare, legata a un fatto personale e intimo, un aborto spontaneo), "Intervista con la storia" (interviste a grandi personaggi), "Se il sole muore", "Quel giorno ulla Luna"(entrambi riguardano la conquista della Luna da parte degli americani), "Niente e così sia" (la guerra in Vietnam), Oriana Fallaci (da piccola partecipò alla Resistenza come staffetta, inviata speciale durante la guerra del Vietnam), "Rabbia e l’Orgoglio"(rompe un silenzio durato dieci anni. Lo rompe prendendo spunto dall’apocalisse che la mattina dell’11 settembre 2001, non molto lontano dalla sua casa di Manhattan, disintegra le due Torri di New York e uccide migliaia di persone).
  30. Elena Ferrante